Il Monastero dei Benedettini di Catania: cinquecento anni di storia

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Il piano segreto dei Benedettini
March 4, 2016
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Il Monastero dei Benedettini di Catania: cinquecento anni di storia

Monastero dei Benedettini - Storia

Il Monastero dei Benedettini di Catania è la prima attrazione culturale presente all’interno di Trip eMotion. La struttura, attualmente sede universitaria dell’ateneo etneo, è uno dei luoghi più affascinanti di Catania, grazie alla sua storia centenaria e agli eventi che ne hanno segnato il corso.

Colate laviche, terremoti, distruzioni e ricostruzioni: il Monastero, infatti, non è solo un’attrazione turistica fra le più importanti in Sicilia, è stato anche teatro di episodi cruciali della storia di Catania. Un luogo simbolo che, come tale, possiede differenti strati di lettura, sovrapponibili fra loro, ma che necessitano di una chiave per potervi accedere con completezza. Il fascino del Monastero deriva principalmente da ciò ed è proprio per questo motivo che abbiamo scelto di iniziare il percorso di Trip eMotion da qui.

Il progetto di Trip eMotion nasce dalla necessità di rendere accessibile la cultura a tutti, a prescindere dal luogo in cui essi si trovino. Il serious game fa in modo che le persone entrino in contatto in maniera interattiva con nozioni storiche e curiosità. In questo senso, il Monastero rappresenta il luogo ideale per dimostrare a pieno le potenzialità del progetto.

La storia del Monastero dei Benedettini

Fondato nel 1558 da monaci cassinesi, il primo impianto è caratterizzato da una pianta quadrata. Questa prima costruzione sarebbe diventata poi l’attuale Chiostro di Ponente. Nel primo secolo della sua costituzione, il Monastero si trova ad affrontare le calamità naturali più importanti della sua centenaria esistenza.

L’8 marzo 1669 ha inizio una delle eruzioni più pericolose della storia catanese recente: sul fianco meridionale dell’Etna si apre una frattura a quota 800m, nell’area adesso conosciuta come «Monti Rossi» di Nicolosi. La colata raggiunge la città, fino a lambire il Monastero, danneggiando seriamente la chiesa ad esso annessa. Ad ogni modo, il fiume di lava, alto 12 metri lascia il suo segno modificando drasticamente il paesaggio circostante.

Tuttavia, nel 1693 il Monastero poco può di fronte al terribile terremoto di gennaio che sconvolge la città di Catania. Restano integri solo il piano interrato e parte del primo piano, non vi è traccia della maggioranza delle colonne del chiostro. La ricostruzione del Monastero sarebbe iniziata solo 9 anni dopo, nel 1702.

È in quest’anno che il Monastero viene ripopolato dai monaci benedettini. Il processo di ricostruzione che ne segue porterà la struttura a diventare uno dei conventi più grandi e importanti d’Europa, secondo per dimensioni solo a quello di Mafra in Portogallo.

La pianta viene ingrandita, il Chiostro di Ponente ricostruito e rinnovato in stile barocco, viene costruito il Chiostro di Levante, caratterizzato dai suoi giardini e il Caffeaos. E poi gli spazi destinati ai monaci: la biblioteca, le cucine, l’ala del noviziato, i refettori, il coro di notte.

Quasi a testimonianza della caparbietà etnea, il banco lavico dell’eruzione del secolo precedente, viene usato per realizzare i due giardini pensili, il giardino dei novizi e la così-detta villa delle meraviglie, ovvero l’Orto Botanico terminato nel 1770. La chiesa di San Nicolò l’Arena, annessa al plesso monastico, resta incompiuta, nonostante le premesse fossero quelle di farla diventare la chiesa più imponente dell’isola.

Nel 1866, il Monastero diventa demanio regio, per via dell’applicazione delle «leggi eversive». Gli spazi della struttura vengono utilizzati per usi civili. In questa fase della sua storia, il Monastero dei Benedettini ospita varie scuole, fra cui l’Istituto Carlo Gemellaro, la caserma militare e l’Osservatorio Astrofisico. Questi profondi cambiamenti danno luogo a modifiche strutturali radicali: vengono cancellati numerosi affreschi, i corridoi vengono divisi, i tetti soppalcati e l’Orto Botanico viene ridotto per dare spazio all’Ospedale Vittorio Emanuele. La chiesa di San Nicolò diventa di uso comune.

Nel XIX e XX secolo, il Monastero perde, quindi, parte del suo splendore e la sua magnificenza viene occultata da questa opera di ammodernamento di imponenti dimensioni. Tuttavia, nel 1977, il Comune di Catania dona la struttura monastica all'Università degli Studi di Catania. Questo passaggio di consegne inaugura, a tutti gli effetti, una nuova era per il Monastero.

I lavori di restauro, a cura dell’architetto Giancarlo De Carlo, portano alla luce il palinsesto della città in età romana. In particolare, è visibile adesso un quartiere intero oltre che domus di età tardo ellenistica e imperiale. Alla luce di ciò, nel 2002 il Monastero dei Benedettini viene dichiarato patrimonio Unesco.

Ai giorni nostri, il Monastero dei Benedettini di Catania è una delle attrazioni turistiche di rilievo della città e casa della Facoltà di Lettere e Filosofia e rappresenta, a tutti gli effetti, uno dei luoghi più significativi ed emozionanti della città etnea.

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